Una svolta nel trattamento del diabete: una donna di 25 anni smette di assumere insulina grazie a un trapianto innovativo
In una prima mondiale nella medicina rigenerativa, una donna di 25 anni affetta da diabete di tipo 1 ha potuto interrompere l’assunzione di insulina grazie a un trapianto pionieristico di isole pancreatiche derivate da cellule staminali pluripotenti indotte (iPS). Questa procedura rivoluzionaria segna un importante passo avanti nella lotta contro il diabete, una malattia che colpisce milioni di persone nel mondo.
La paziente, che risiede a Tianjin, ha condiviso la sua incredibile esperienza in un’intervista con Nature: “Posso finalmente mangiare zucchero. È passato più di un anno dal trapianto e ora mi godo ogni tipo di cibo, specialmente l’hotpot”. Per ragioni di privacy, ha preferito mantenere l’anonimato. Il dottor James Shapiro, chirurgo trapiantologo e ricercatore presso l’Università di Alberta, in Canada, ha definito i risultati “straordinari”: “Il diabete della paziente è stato completamente invertito. Prima aveva bisogno di grandi quantità di insulina quotidianamente”.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell, si aggiunge ad altre ricerche di successo nel campo. In particolare, un team a Shanghai ha recentemente riportato il caso di un uomo di 59 anni affetto da diabete di tipo 2 che, dopo un trapianto simile, ha smesso di utilizzare insulina.
Il diabete è una malattia cronica che colpisce quasi mezzo miliardo di persone in tutto il mondo. Nel diabete di tipo 1, il sistema immunitario attacca le cellule beta del pancreas, impedendo la produzione di insulina, l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue. Anche se i trapianti di isole pancreatiche possono aiutare a controllare la malattia, la carenza di donatori e la necessità di farmaci immunosoppressori per evitare il rigetto sono ostacoli rilevanti.
Le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), invece, offrono una soluzione potenzialmente illimitata. Vengono ottenute da cellule prelevate dal paziente stesso, riprogrammate in laboratorio per tornare a uno stato primitivo e poi trasformate in isole pancreatiche capaci di produrre insulina. Questo metodo elimina il rischio di rigetto, poiché le cellule trapiantate derivano dal corpo del paziente.
Il team di ricerca guidato dal dottor Deng Hongkui dell’Università di Pechino ha utilizzato cellule prelevate da tre pazienti con diabete di tipo 1, riprogrammandole in laboratorio fino a riportarle a uno stato pluripotente. Due mesi e mezzo dopo l’intervento, la paziente ha iniziato a produrre insulina in quantità sufficiente per vivere senza iniezioni. Dopo oltre un anno, i suoi livelli di glucosio nel sangue si sono stabilizzati, rimanendo all’interno di un intervallo sicuro per il 98% del tempo. “È un risultato notevole”, ha commentato Daisuke Yabe, ricercatore sul diabete presso l’Università di Kyoto. “Se questi risultati possono essere replicati in altri pazienti, avremo fatto un enorme passo avanti”.
Sebbene i risultati siano promettenti, gli esperti avvertono che saranno necessari ulteriori studi su un campione più ampio.
Il dottor Deng ha confermato che anche gli altri due partecipanti alla sperimentazione hanno mostrato risultati positivi e prevede di estendere il trial ad altri 10-20 pazienti.
Questa innovazione offre nuove speranze per milioni di persone affette da diabete, portando più vicino l’obiettivo di una terapia rigenerativa efficace e personalizzata, in grado di trasformare la vita di chi convive con questa malattia cronica.
Fonte:
Nature, https://www.nature.com/articles/d41586-024-03129-3
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